Focus

Anonimizzazione

L’anonimizzazione irreversibile:

La garanzia legale e deontologica per l’Avvocato nell’era dell’IA

L’adozione crescente di strumenti di Legal Tech basati sull’Intelligenza Artificiale (IA) per l’analisi documentale offre vantaggi innegabili, ma espone la professione forense a rischi legali e deontologici senza precedenti. Ogni file caricato su questi sistemi, se non trattato correttamente, è un percorso rapido verso la violazione del GDPR e del segreto professionale.

Per l’avvocato, padroneggiare l’anonimizzazione non è un optional, ma un imperativo normativo e pratico.

La distinzione cruciale: Anonimizzazione vs. Pseudonimizzazione

Il fondamento di ogni strategia di conformità risiede nella comprensione della netta separazione tra i due concetti, che determina l’applicabilità o meno del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR – Regolamento UE 2016/679).

  • Anonimizzazione (il trattamento sicuro): Rende i dati irreversibilmente non attribuibili a un soggetto identificato o identificabile;
    • Conseguenza Legale: I dati anonimi non sono più considerati dati personali e il GDPR non si applica al loro trattamento.
  • Pseudonimizzazione (il trattamento a rischio): Sostituisce gli identificativi diretti con alias o codici, in modo che i dati possano essere attribuiti a un interessato specifico solo tramite informazioni aggiuntive tenute separate (Art. 4, par. 5).
    • Conseguenza Legale: I dati restano dati personali. Il GDPR si applica in pieno.
Il pericolo mascherato:

Il rischio principale sorge quando un dato ritenuto “anonimo” è in realtà solo pseudonimizzato. Come ribadito dalla Corte di Giustizia UE (Sentenza Breyer C-582/14), un dato è personale se l’identificabilità è possibile tramite mezzi che potrebbero essere ragionevolmente utilizzati. L’anonimizzazione deve essere testata e provata come irreversibile.

Pericoli immediati nell’uso forense dell’IA

Quando l’avvocato (Titolare del trattamento) affida documenti a un sistema IA esterno (Responsabile del trattamento), i rischi sono amplificati:

  • Violazione del Segreto Professionale: Caricare dati sensibili su sistemi IA esterni senza una garanzia di anonimizzazione perfetta e verificabile è una violazione diretta del Codice Deontologico Forense (Art. 28).
  • Rischio di dispersione di informazioni e riemersione: Se il dato è solo pseudonimizzato, sussiste il pericolo che possa essere re-identificato (incrocio con altre fonti) o che informazioni riservate del cliente riemergano in risposte fornite dall’IA ad altri utenti (data leakage), con danni incalcolabili.
  • Onere della prova: Spetta all’avvocato dimostrare che il processo di anonimizzazione è stato efficace e che il destinatario (il fornitore IA) non può ragionevolmente re-identificare l’interessato, soprattutto alla luce della giurisprudenza più recente sulla nozione di identificabilità concreta.

Per tutelare i clienti e sé stessi, l’avvocato deve adottare un approccio rigoroso e documentato:

A) Protocollo rigoroso di de-identificazione dei documenti

  1. Evitare l’Anonimizzazione Manuale: L’annerimento o la sbianchettatura manuale non garantiscono l’irreversibilità e sono facilmente aggirabili.
  2. Tecniche Avanzate: Privilegiare l’uso di software specializzati che adottino tecniche robuste (come l’Aggregazione o la Generalizzazione) per la de-identificazione.
  3. Identificativi da Rimuovere: Anonimizzare tutti i dati anagrafici e identificativi delle terze parti (parti assistite, testimoni, co-difensori firmatari). Possono essere lasciati in chiaro i dati dei magistrati, dei consulenti tecnici e il nominativo dell’avvocato titolare.

B) Conformità e responsabilità

  • Registro dei trattamenti: Aggiornare scrupolosamente il Registro delle Attività di Trattamento (Art. 30 GDPR), includendo l’uso dell’IA e le specifiche misure di sicurezza adottate.
  • Informativa al cliente: Fornire un’Informativa preventiva chiara sull’uso dell’IA, assolvendo agli obblighi di trasparenza (Art. 13 GDPR).

L’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale non è solo una questione di efficienza, ma di responsabilità professionale.

L’avvocato che domina e documenta l’anonimizzazione non solo rispetta la legge, ma tutela al massimo grado il rapporto di fiducia con il proprio cliente. E’ importante, pertanto, affidarsi a software utili, affidabile ed idonei.

 

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